Darsena, Porto Badino, Terracina

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REALIZZAZIONE DI UN APPRODO TURISTICO IN LOCALITA’ BADINO

Introduzione
Il tratto di litorale fra S. Felice e Terracina è un tratto di litorale “difficile”, corrispondente alla lunga spiaggia compresa fra le località stesse.
I porti turistici di questo tratto di litorale sono potenzialmente i più “appetibili” (per gli operatori economici e per gli utenti) di tutto il Lazio, data la bellezza dei luoghi e la vicinanza a “mete” (isole dell’arcipelago pontino) che sono fra le più ambite da parte dei navigatori da diporto. È evidente quindi la pressante richiesta di approdi turistici e di sviluppo di una portualità organizzata.
Ciò diventa ancor più importante al fine di evitare fenomeni di nascita spontanea e senza alcuna regola, di approdi abusivi, privi dei più elementari servizi e “protezioni. I fenomeni di abusivismo interessano oramai non solo numerosi porti regionali, ma anche le spiagge e costituiscono un danno per la collettività poiché detraggono introiti al fisco e creano danni ambientali che la stessa collettività è costretta a pagare.
Analisi della domanda da diporto
L’accertamento della consistenza del parco nautico, a livello sia nazionale che regionale, è sempre stato ostacolato dalla situazione piuttosto confusa delle competenze e dalla stessa frammentazione del mercato, soprattutto per le piccole imbarcazioni.
Gli unici dati ufficiali relativi alla consistenza del parco nautico in Italia vengono pubblicati annualmente dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione in un documento dal titolo “Il diporto nautico in Italia”. Questi dati, rilevati dagli Uffici Compartimentali Marittimi, fanno riferimento alle sole imbarcazioni immatricolate presso gli stessi Uffici Marittimi.
I dati indicano la seguente distribuzione:
– Navi da diporto 94 unità;
– Imbarcazioni da diporto 67.351 unità.
Gli stessi dati indicano che il numero totale di imbarcazioni iscritte nel Lazio (quarta regione a livello nazionale per numero di imbarcazioni iscritte) è pari a 6.361, circa il 10% del totale, di cui 1.311 a vela con motore ausiliario e solo 12 navi (di lunghezza superiore a 24 m).
Si osserva che questi dati devono essere considerati approssimativi e sicuramente non rappresentativi dell’effettiva consistenza sia del parco nautico italiano che regionale.
In definitiva si può dedurre che il parco nautico italiano è così composto:
– unità afferenti alla nautica “maggiore”: 54 mila unità;
– unità afferenti alla nautica “minore”: 76 mila unità;
– derive e piccole imbarcazioni: 670 mila unità.
In ogni caso, non c’è dubbio che la domanda della nautica da diporto sia in costante ascesa, e che presenti ancora ampie potenzialità di crescita se si considera che il rapporto barche-popolazione è oggi in Italia pari a circa una barca ogni 70 abitanti, mentre l’analogo parametro negli Stati Uniti od in Gran Bretagna assume il valore di una barca ogni 15 abitanti.
Rispetto alla situazione nazionale, la regione Lazio (sostanzialmente per entrambe le fonti citate) risulterebbe assorbire una quota pari a circa il 9-10% del parco nautico immatricolato.
Sulla base di un censimento effettuato dall’Università di Roma, si ottiene che il parco nautico regionale è così composto:
– totale parco nautico regionale: 104.900 unità
di cui:
– unità di interesse per la nautica “maggiore”: 7.100
– unità di interesse per la nautica “minore” : 10.000
– derive e piccole imbarcazioni: 87.800
I risultati ottenuti permettono una ulteriore riflessione. Se si rapporta il numero di abitanti della Regione Lazio al numero totale di imbarcazioni stimate nella stessa regione, si scopre che nel Lazio vi è circa una barca ogni 50 abitanti. Tale rapporto risulta quindi superiore al corrispondente rapporto valutato a livello nazionale che attualmente indica, in Italia, la presenza di circa una imbarcazione ogni 70 abitanti.
Previsione di sviluppo della domanda futura
La previsione di sviluppo del parco nautico regionale deve necessariamente legarsi alla prospettiva di crescita del diportismo nautico in Italia. Peraltro si rileva che nel Lazio la “cultura” nautica si attesta su un livello superiore rispetto alla media nazionale poiché, come già evidenziato, il rapporto barche-popolazione è nella regione pari a circa 1 barca ogni 50 abitanti mentre a livello nazionale tale rapporto è pari a 1 barca ogni 70 abitanti.
Analisi della necessità di nuove strutture a supporto della nautica
Un primo paragone tra i dati relativi alla attuale ricettività delle strutture esistenti e i dati relativi alla consistenza del parco nautico regionale, permette di stimare l’entità delle esigenze attuali nel campo della nautica da diporto. Il seguente prospetto riassume i risultati del confronto:
– Necessità: 4.800 posti barca
di cui:
– per la nautica “maggiore”: 2.800 posti barca;
– per la nautica “minore” 2.000 posti barca.
L’analisi condotta mette in risalto che attualmente circa il 40% delle imbarcazioni sono in esubero rispetto alla reale capacità ricettiva delle strutture esistenti.
Ciò comporta la necessità per la nostra costa di dotarsi di ulteriori posti barca al fine di soddisfare la crescente richiesta sopra indicata.
Sulla base dello studio effettuato dall’Università si rileva che per Porto Badino si ha una ricettività attuale di circa 410 posti barca. Comunque la località è in grado di accogliere un maggior numero di posti barca.

PROPOSTA
Prima di passare ad esaminare i criteri seguiti per formulare la nostra proposta si premettono alcune considerazioni sulla nautica “minore”, sui requisiti necessari per poter definire un posto barca “qualificato”, sulle dimensioni ottimali dei marina e sulle tipologie dei porti turistici.
La “nautica minore”
La nautica cosiddetta “minore” è caratterizzata da imbarcazioni leggere e di dimensioni ridotte, mentre la nautica “maggiore” è caratterizzata da imbarcazioni di dimensioni abbastanza elevate, generalmente cabinate.
Un aspetto vantaggioso della nautica minore è che la profondità richiesta nel bacino protetto può essere molto esigua (anche nell’ordine di 1,0 m).
Posti barca “qualificati”
I parametri ritenuti determinanti per la definizione di posto-barca sufficientemente “qualificato” sono i seguenti:
sicurezza nell’ingresso ed uscita delle imbarcazioni dal porto;
sicurezza all’ormeggio (moto ondoso residuo contenuto, solidità dei pontili e dei sistemi di ormeggio, presenza di un impianto antincendio);
fornitura di servizi essenziali (acqua, corrente elettrica, guardiania, posteggi);
rispetto delle norme igienico-sanitarie.
Dimensioni ottimali dei porti attrezzati
Un porto turistico attrezzato, destinato cioè a fornire, oltre all’ormeggio, i servizi richiesti dai diportisti, deve avere dimensioni minime o massime compatibili con una gestione economica e con una efficienza nautica accettabile.
Relativamente alla dimensione minima può osservarsi che, oltre alle spese di manutenzione delle opere ed a quelle di concessione (più o meno proporzionali all’estensione del porto), vi sono spese di esercizio in parte proporzionali al numero di imbarcazioni ricoverate (ad esempio servizi idrico ed elettrico) in parte indipendenti da tale numero (ad esempio il personale che si occupa della gestione e dell’amministrazione del porto non può essere in un numero inferiore a un minimo indipendentemente dalle dimensioni del porto stesso).
In conclusione si punta ad ottenere un porto turistico la cui ricettività è pari ad almeno 200 imbarcazioni.

CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA STRUTTURA
La struttura proposta si articola sui seguenti dati caratteristici:
Area totale interessata, assimilabile ad un comparto omogeneo, circa m2 50.799
Superficie dello specchio d’acqua interessato dalle darsene, circa m2 25.550
Servizi, Attività commerciali, Aree ristorazione nonchè Uffici per la gestione della marina, disposti su due piani circa m2 3.486
Numero posti barca totale, circa 218
Superficie destinata a verde, viabilità e parcheggi, circa m2 23.442
In particolare:

AREA A SERVIZI
In quest’area sono ubicati i servizi minimi che devono essere offerti dalle strutture da realizzare.
Servizi igienici
I servizi igienici verranno riuniti in gruppi in maniera che ciascun gruppo possa servire le varie zone dell’approdo turistico.
Si ritiene di osservare i seguenti criteri: numero di servizi igienici in funzione dei posti barca
Uomini                             Donne
w.c. 1 ogni 30 p.b.             1 ogni 50 p.b.
Orinatoi 1 ogni 75 p.b.        –
Lavabi 1 ogni 30 p.b.       1 ogni 50 p.b.
Docce 1 ogni 60 p.b.       1 ogni 100 p.b.
La distanza di ciascun gruppo dal posto barca più lontano non potrà superare i 250 m.

Servizi di pronto soccorso
Nell’approdo da realizzare dovrà essere presente una zona di pronto soccorso debitamente attrezzata, con medico reperibile a chiamata.
Approvvigionamento idrico
Nell’approdo previsto, essendo le imbarcazioni di lunghezza superiore a 9,5 m, dovrà essere prevista una presa ogni posto barca.
Energia elettrica
Dovranno essere previste colonnine per la distribuzione di corrente a 220 V e a 50 Hz, disposte sulle banchine e sui pontili in funzione della tipologia delle imbarcazioni ormeggiate. Le prese dovranno essere del tipo unificato C.E.E.

Illuminazione
Dovrà essere prevista una sufficiente illuminazione dei pontili e dei piazzali durante le ore notturne, da realizzarsi nel rispetto delle norme CEI e tale da garantire l’agevole fruizione della viabilità veicolare e pedonale, nonché dei servizi comuni. Comunque dovranno essere disposti impianti di illuminazione atti a delimitare i percorsi pedonali lungo le banchine e lungo i pontili.
Impianto telefonico
Dovranno essere previsti un sufficiente numero di posti telefonici pubblici.
Impianto antincendio
Ferme restando le disposizioni di leggi vigenti e le disposizioni dei Vigili del Fuoco, su ogni pontile e lungo le banchine di ormeggio dovranno essere disposte apposite postazioni antincendio. Queste consistono in cassette metalliche, dipinte di rosso, e munite di sportello di vetro frangibile con estintori a secco da 5 kg di polvere collocati almeno ogni 40 m lungo ogni banchina e/o pontile. Almeno ogni 120 m e comunque alla radice di ogni pontile sarà collocato un estintore a secco di tipo carrellabile da 50 kg di polvere. Le postazioni dovranno essere convenientemente illuminate durante la notte e dovranno recare, chiaramente indicate, le modalità d’uso dei mezzi.
Ogni postazione antincendio dovrà essere inoltre munita di spingarda e manichetta. La lunghezza delle manichette dovrà essere tale da poter consentire l’intervento, in caso di incendio, su qualsiasi imbarcazione all’ormeggio. L’alimentazione delle postazioni antincendio con acqua di servizio (dolce o salata) sarà assicurata da idonea tubazione. La pressione necessaria sarà assicurata con pompe, garantendo altresì una adeguata capacità di compenso. Le pompe dovranno essere in grado di funzionare anche nel caso di contemporaneo fuori servizio dell’impianto elettrico.
Mezzi di salvataggio
Lungo le banchine e lungo i pontili sarà disposto almeno ogni 50 m un salvagente anulare munito di sagola e una scaletta di soccorso in acciaio inox.
Raccolta di rifiuti
Per la raccolta di rifiuti solidi dovrà essere prevista la installazione di uno o più recipienti lavabili, muniti di coperchio a tenuta, di capacità complessiva non inferiore a 100 litri ogni 4 posti barca, e da essi non distanziati più di 250 m.
Verranno inoltre previsti postazioni di raccolta per rifiuti speciali, secondo il D. Lg.vo n. 152/99.
Verrà inoltre essere prevista la raccolta periodica dei rifiuti solidi galleggianti all’interno dello specchio d’acqua portuale.
Rifornimento carburante
Verrà prevista una stazione di rifornimento per i vari tipi di carburante. Questa dovrà essere provvista di presa a terra, da collegarsi con lo scafo utente, durante le operazioni di rifornimento, al fine di evitare che eventuali cariche elettriche dovute ad elettricità statica siano causa di deflagrazioni e incendio. A tale scopo le stazioni stesse dovranno essere dotate di adeguati mezzi antincendio (estintori a schiuma, a CO2 o a polvere).
Edifici di servizio
L’immobile posto in posizione centrale, baricentrica, rispetto al complesso, verrà destinato all’amministrazione e gestione del porto. Sono inoltre previsti, all’interno dello stesso manufatto, aree di rappresentanza (yacht club, ecc.), box, ripostigli, locali commerciali, punti di ristoro etcc.
Verrà realizzata una zona di controllo da cui si possa godere di una visione completa tanto dell’imboccatura portuale che dei pontili di ormeggio.
Reti tecnologiche
I servizi saranno collegati al sistema principale idrico, fognante elettrico e telefonico. Gli allacciamenti necessari saranno di caratteristiche e di dimensioni adeguate. Ove l’allacciamento della rete fognante non venga collegato alla rete civica di smaltimento, il sistema fognante dei singoli porti o approdi sarà dotato di apposito impianto di depurazione.
Radioassistenza e sistemi di sicurezza
L’approdo turistico sarà dotato di un adeguato impianto di radio-assistenza alle imbarcazioni da diporto in VHF, CB e GPS.
Manutenzione e rimessaggi a terra
Per lo stazionamento invernale delle imbarcazioni, si potranno anche utilizzare parte dei parcheggi. I parcheggi potranno essere utilizzati anche per accogliere imbarcazioni da regata in occasione di particolari manifestazioni.
DARSENA
I moli verranno realizzati mediante l’utilizzo di cassoni affondabili in cemento, ed i pontili verranno realizzati galleggianti in cemento.
La struttura sarà atta a permettere una percorribilità della stessa anche con mezzi meccanici, al fine di migliorare le operazioni di carico e scarico dei natanti.
Provvedimenti per ridurre l’impatto visivo delle opere portuali
Il porto turistico è stato concepito tenendo presente anche l’impatto ambientale dal punto di vista visivo ed estetico. In tale senso è stata prestata attenzione alla ricerca di forme planimetriche delle opere armonizzate con il territorio, allo studio di opere foranee di altezza non eccessiva e così via. Dal punto di vista dei materiali si farà il massimo ricorso possibile a quelli aventi caratteristiche “locali” e che quindi ben si inseriscono nel contesto naturale.

Fonti: Piano Regionale dei porti (regione Lazio)
Porti turistici – Guida alla progettazione e costruzione
Leopoldo Franco – Renato Marconi Maggioli Editore